PAPA FRANCESCO IN MOLISE

UN DONO DI GIOIA

1983.1995.2014. Tre date storiche per il Molise, tre date che ci ricordano le visite di un papa in una terra piccola ma dalla profonda religiosità. Per la terza volta nel giro di trent'anni la regione dal cuore verde accoglie, nel suo abbraccio caloroso, un pontefice. La patria di Celestino V, Pietro del Morrone. Il Papa semplice e umile, vive nuovamente l'esperienza di fede più importante per il suo percorso spirituale. La visita in Molise ha riempito di gioia pura lo spirito dei fedeli e non della regione, che hanno visto accolto l'invito rivolto a Francesco, il papa della "periferia". Il Molise, terra di periferia, che nel corso degli anni ha conosciuto il fenomeno dello spopolamento causato dalle emigrazioni racconta, in parte, la stessa storia di Padre Bergoglio, figlio di migranti e oggi prossimo ai migranti di tutta la terra. E in Pietro del Morrone, l'eremita che amava la natura e, soprattutto, la semplicità, possiamo rispecchiare la figura di questo uomo degli umili e dei semplici che, come l'eremita del Molise, lotta per il ritorno ad una chiesa degli umili, lontana dalle "corti" e dallo "sfarzo". Il cristianesimo vissuto come impegno testimoniale nella missionarietà è il tratto distintivo di questo papato che sta scuotendo una Chiesa a volte sonnacchiosa e lontana dalla "strada". Un segno di vicinanza a chi è periferia? Di certo un messaggio che il Molise accoglierà con profondo sentimento di Fede. E' veramente un anno di grazia straordinaria, seminata con cura e con amore dal Pastore dell’Arcidiocesi di Campobasso Bojano, padre Giancarlo. Campobasso Città della Pace, della speranza, accoglierà con un calore mai visto, come nelle precedenti visite, il Pastore della cristianità. L'annuncio della visita in Molise è echeggiato rapidamente, amplificato con gioia dai media. Un appuntamento che coinvolgerà non solo a regione ma tanti fedeli che accorreranno dalle terre vicine, in un pellegrinaggio spirituale che, ci auguriamo, troverà pronta la logistica che si deve approntare. Al di là dell'euforia del momento si tratterà di pianificare un evento "storico", che deve vedere il necessario impegno di tutti per il perfetto coordinamento della manifestazione. A livello organizzativo si tratterà di garantire servizi di logistica e di accoglienza. Dal punto di vista spirituale le diocesi continueranno il cammino di spiritualità iniziato e rinsaldato nell'anno della fede. Il 19 Marzo 1983 per la prima volta un papa, se escludiamo Celestino V, giungeva in Molise, precisamente a Termoli, per lanciare un incisivo messaggio di riscatto nel giorno dedicato ai lavoratori. Nel 1995, sempre il 19 marzo, Giovanni Paolo II tornava in Molise per porre la prima pietra del Centro di alta Specializzazione dell'Università Cattolica per poi spostarsi al Santuario dell'Addolorata di Castelpetroso ed infine ad Agnone. Fu definito dall'allora arcivescovo Di Filippo un "triangolo della provvidenza": la Salute, la Sofferenza, il Lavoro. Papa Bergoglio giunge in Molise mentre la Cattolica vive un momento difficilissimo e il mondo del lavoro è allo stremo. Dobbiamo augurarci che questo papa scuota una situazione asfittica in cui versa una delle eccellenze molisane? Certamente il soffio della provvidenza continua a soffiare e non si cura delle tante ipocrisie dell'uomo. Mentre iniziano i preparativi per questo evento straordinario noi ci affidiamo allo Spirito che ha voluto portare nella terra molisana un altro uomo ispirato da Dio per poter offrire nuovi elementi di riflessione spirituale ma anche civile e sociale. Se rileggiamo le riflessioni di Giovanni Paolo II in Molise vi rinveniamo profonde indicazioni spirituali che non sono state pienamente ascoltate dalle comunità. La provvidenza offre a questo piccolo popolo una nuova occasione per rinforzarsi nella fede e nella riscoperta di valori civili a volte dimenticati. Vorrei anche sottolineare un altro intervento dello spirito. Nel periodo estivo tornano in Molise tantissimi figli emigrati all'estero. Ci auguriamo che abbiano un posto di privilegio nella visita del Santo Padre, perché sono stati loro, con immenso sacrificio, a rendere "belle" le chiese e, anche, l'economia del Molise.

Arcidiocesi di Campobasso –Bojano

Ufficio Stampa e Informazione


Intervista a S.E. mons GianCarlo Bregantini dopo l’ufficialità della Santa Sede sulla visita di papa Francesco in Molise

7 aprile 2014 ore 10,00


“L’elemento fondativo spirituale di questa visita Pastorale è quello di sentirci confermati nella Fede che è oggi l’esperienza più importante perché se c’è fede c’è speranza per il futuro e chi ha speranza investe e chi investe dà lavoro. Quindi la fede non è un elemento ecclesiastico da tenere nelle sacrestie ma è di fatto la porta aperta per il futuro”.

Eccellenza ci illustra il senso di questa visita?
Quella del viaggio di papa Francesco in Molise non ce l’aspettavamo pur avendolo chiesto a papa Benedetto XVI e lui era già disposto. Questa decisionalità che lui ha manifestato in poche settimane ci ha sorpreso. E’ vero che noi abbiamo chiesto sin dal 2011 che il papa venisse in Molise ma possiamo dire che questa volta lui ci ha scelti e ci ha dato questa fiducia di dire “vengo a trovarvi, vengo a trovare Campobasso, vengo a trovare Isernia, vengo a trovare una regione piccola ma carica di tanta dignità e tanta bellezza” di periferia. Ma per questo papa la periferia va al centro. Questo è il senso del suo messaggio.

È un papa che come lui stesso dice viene dalla fine del mondo che dà attenzione al Molise. Quali possono essere i punti del suo insegnamento che i molisani possono sentire di più?
Innanzitutto ravvivare il gusto e la forza della fede e la fede produce speranza e la speranza produce coraggio verso il futuro che crea lavoro e nuove realtà di lavoro. Il futuro crea investimenti. Un’altra dimensione importante è la realtà rurale. Io credo che da qui nascerà un grande messaggio al mondo rurale per tutta l’Italia e all’Italia minore in cui sono intessute le municipalità di milioni di piccoli comuni. Per cui noi abbiamo davvero una grande attesa di questo viaggio perché non è solo il Molise che viene ma il Molise viene visto dentro un’Italia che attende il coraggio del futuro.

Due sono state le visite dei papi in Molise: quella del 1983 a Termoli e nel 1995 a Castelpetroso e Agnone con Giovanni Paolo II dove oltre cinquantamila persone lo accolsero. Ha già avuto modo di raccogliere l’entusiasmo della gente?
Si, c’è una grande attesa in Molise e nelle regioni confinanti e questo sarà il tema che dovremmo già affrontare perché gestire papa Bergoglio non sarà facile. Però contemporaneamente ci dà questo grande coraggio, questa capacità di dire avremo modo di sentirci tutte le regioni accanto ed è bello perché ci fa onore sentirsi coagulati in una piccola cittadina come Campobasso. Quindi diventiamo un punto di riferimento di decine e decine di regioni accanto.

La mattina il papa sarà a Campobasso mentre il pomeriggio ad Isernia c’è qualche altro punto fermo?
No, non ancora. Grazie e arrivederci.


A cura di Ufficio Stampa




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